"La velocità non uccide, ne sono la prova. Chiamami Snaggletooth!". La storia del logo dei Motorhead
- HeavypediA

- 21 ott 2019
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Nel 1974, quando lo zio Lemmy suonava ancora il basso per gli space rockers britannici Hawkwind, la band aveva ingaggiato un espatriato americano di nome Joe Petagno per creare una serie di disegni a grandezza naturale su un "guerriero dello spazio", destinati ad illustrazioni promozionali per i negozi di dischi . Petagno e Lemmy si intesero all'istante.
"Siamo subito andati d'accordo ed eravamo come una casa in fiamme - o meglio ancora, una città", racconta Petagno. "Lemmy mi disse che stava fondando la sua band chiamata 'Bastard' e che aveva bisogno di un logo. Qualcosa di dritto sparato in faccia, sul modello biker fuorilegge americano."
Lemmy cambiò presto il nome della sua band in Motörhead e registrò nel 1976 il suo debutto intitolato 'On Parole', ma la United Artists non era affatto elettrizzata dal contenuto, un mix di hard rock e proto-speed metal che aveva poco in comune con l'etichetta. Nel 1977 quindi la band non aveva ancora un album e Lemmy organizzò quello che doveva essere uno spettacolo finale al Marquee Club di Londra, e chiese a Ted Carroll, il co-fondatore della Chiswick Records, di registrarlo. Invece Carroll diede ai Motörhead il tempo e l'occasione per registrare in studio quello che sarebbe diventato il debutto omonimo della band. A questo punto, Lemmy e Petagno avevano già pronto l'iconico logo dei Motörhead, l'ormai leggendario "Snaggletooth", che era pronto per essere svelato al mondo intero.

"Fu pura ispirazione artistica, frutto della mia immaginazione", afferma Petagno sulla bestia di metallo con le zanne che da allora è apparsa, in una forma o nell'altra, sulla copertina di quasi tutte le release dei Motörhead degli ultimi 30 anni. "Andai in biblioteca e feci qualche ricerca sui teschi. Stavo pensando al logo degli Hells Angels e mi serviva un teschio come punto di partenza. Alla fine, ho optato invece per un ibrido gorilla-cane-lupo con il cranio con zanne tridimensionali. E panmsai che con delle catene, punte e borchie avrebbe funzionato ancora meglio."
E ha funzionato. "Lemmy e i ragazzi hanno perso la testa. Erano completamente esaltati", dice con entusiasmo Petagno. "La casa discografica si mise di traverso perché era un'immagine troppo violenta per il clima di quei giorni. Voglio dire, non potevi entrare in un hotel decente con una maglietta dei Motörhead e spesso ti veniva chiesto di lasciare anche i pub se ne indossavi una."
Petagno originariamente fece due versioni di Snaggletooth: una futuristica, una più primitiva. "Alla band è piaciuto l'approccio più primitivo e mi hanno chiesto di metterci un po' di bava alla bocca e una o due cicatrici", spiega l'artista. "Dall'inizio alla fine, penso che ci sono voluti circa otto o nove giorni, compreso il lettering del nome, che era stato cambiato da 'Bastard' a 'Motörhead'."
Il pezzo originale è stato realizzato su cartoncino con inchiostro indiano e tempera, un pigmento a base d'acqua, usando solo la colorazione in bianco e nero. Petagno ha impiegato penna, pennelli ed un aerografo per ottenere l'ombreggiatura e le luci desiderate. Il pezzo finito misura circa 60 x 80 cm ed è ancora in possesso di Petagno.
Nei decenni trascorsi dall'incarnazione iniziale di Snaggletooth ad oggi, Petagno ha ricreato l'iconica mascotte centinaia di volte. "È sempre eccitante sfidare te stesso cercando di trovare una nuova interpretazione di un vecchio soggetto di volta in volta e mantenerlo comunque interessante", osserva. "Penso che il motivo per cui ha avuto successo per così tanto tempo sia semplicemente perché Snaggletooth è parte integrante della mia personalità, così tanto che ne dipingo versioni per puro piacere e ho molti altri artwork di Snaggletooth che nessuno ha mai visto. Snaggletooth e io siamo la stessa persona, davvero. È un riflesso allo specchio, per così dire. Quindi, se funziona a livello commerciale, è solo un vantaggio in più!"




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